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Home / · Lifestyle / È per Questo che Vale la Pena Vivere 


Sono tante le cose che sento in questo momento e che sono sicura stai sentendo anche tu. Questa stagione dello Scorpione ci richiede di entrare sempre più all’interno di noi, ed è esattamente ciò che sto facendo. Una Sadhana molto intensa che mi sta permettendo di far cadere diversi veli di illusione che mi separano dal concetto di unità. Più pratico, più comprendo ad un livello molto profondo che noi esseri umani abbiamo qualcosa di grande dentro di noi. Ognuno di noi ce l’ha, nessuno escluso. Richiede impegno, costanza e sacrificio per trovarlo. Ma poter scorgere la verità che è in noi, anche solo per un attimo, è uno dei più grandi successi a cui possiamo ambire nel vivere quotidiano.

Veniamo a questo mondo perfetti, uniti al tutto. Dal momento in cui iniziamo a vivere nel nostro corpo fisico, inizia da subito il processo di separazione che viene poi solidificato e ampliato dai condizionamenti che arrivano dall’ambiente in cui cresciamo. A partire dalla nostra famiglia di origine, alla scuola, agli amici che abbiamo frequentato, alla società in cui siamo cresciuti, ogni cosa aiuta a formare la nostra identità che piano piano ci distanzia sempre più dal concetto di unione, finché non ce ne dimentichiamo del tutto. Più è definita la nostra identità, più siamo lontani dall’unità. Ecco perché è così importante vivere in modo autentico e sincero, riconnettendoci con l’unità che è sempre stata dentro di noi.

La mia pratica continua mi permette di riconoscere i miei condizionamenti, che altrimenti rimarrebbero celati. La verità è che sono numerosi. Tuttavia, so che un senso di unione è sempre presente, pazientemente aspettando e pulsando nel mio cuore, guidandomi incessantemente. Questa verità, priva di confini, restrizioni e divieti, non richiede nulla ma offre tutto, risuona in ogni cuore umano. Grandi profeti, maestri e illuminati hanno cercato di rivelarci questa verità fin dall’inizio dei tempi, fungendo da esempio per permettere all’umanità di fare scelte diverse, di esprimere la stessa verità universale attraverso mille lingue e sfumature diverse.

Mi ritrovo spesso a pensare a tutti questi maestri che sono vissuti prima di noi. Esseri umani che hanno rinnegato le comodità della vita conosciuta dai più, per entrare dentro se stessi, per cercare la connessione con quella verità, che era lì nel loro cuore. E che hanno poi dedicato la loro vita a cercare di condividerla, per aiutare altri esseri umani a risvegliare la stessa verità, di colore differente forse, ma la stessa verità.

Penso a loro e mi rendo conto che le varie società che hanno ospitato queste grandi anime, non hanno spesso riconosciuto il loro inestimabile valore. Queste grandi anime erano infatti spesso viste come folli, come diversi, come strani, come sbagliati. E quei pochi che detenevano il potere, e che capirono invece il loro valore, hanno temuto, rinnegato, persino ucciso questi maestri. Perché se tutti quanti avessero riconosciuto quella verità, se tutti quanti avessero compreso davvero quel semplice messaggio che era proprio lì, nel loro cuore, avrebbero iniziato a vivere senza paura.

E questo non è nell’interesse del potere, che gioca proprio con le carte della paura e della sopravvivenza, con il ricatto e con la separazione. Queste carte infatti sostengono il castello a forma di piramide dove per forza di cose, chi è in basso viene schiacciato da chi è in alto. Il paradigma del potere, usato finora da chi lo ha gelosamente tenuto stretto a sé, è stato del “me/mio”. E questo è uno dei condizionamenti più forti che abbiamo a livello di società, che ha plasmato, e continua a plasmare tutti noi individui, non solo coloro seduti ai vertici della piramide.

Il paradigma del “me/mio” ragiona così: “Custodisci gelosamente i tuoi averi, costruisci muri e cancelli, crea distanze, continua a pensare solo al tuo piccolo orticello. Rimani con quel quieto vivere, circondati solo di persone che la pensano come te per avvalorare le tue sbiadite certezze, e tieni lontano chi è diverso da te, perché la diversità spaventa e può minacciare la tua illusione di felicità.

E continua ad annebbiare la tua visione e costringere il tuo cuore con tutto ciò che può vagamente ricordare la sensazione di tornare in unione con il tutto. Continua ad usare shopping, tv, alcol e droghe di ogni tipo, per riempire quel vuoto che diventa sempre più profondo, perché è solo la verità che potrà riempirlo.”

Non ti sentire solə, non ti sentire sbagliatə. Chi più chi meno, siamo tutti condizionati ad usare questo paradigma. Lo sono io e probabilmente lo sei anche tu. Questa è la società che abbiamo creato finora e che continuiamo a creare con le nostre scelte, in ogni momento in cui pensiamo di non avere altra scelta. Sogniamo in piccolo, o non sogniamo affatto.

Siamo così pieni di condizionamenti che decidiamo di affidare questa preziosissima vita nelle mani altrui, sono infatti i condizionamenti a dettare il modo in cui decidiamo di vivere. Siamo tutti parte di questo gioco che ci dice come dobbiamo vivere, cosa dobbiamo sentire e anche cosa fare esattamente nelle varie tappe della vita.

Quello che ci sfugge, oltre alla vita stessa, è che non saremo liberi finché non avremmo liberato questi condizionamenti è che possiamo scegliere diversamente. Quello che ci sfugge è che non dobbiamo far parte del castello a forma di piramide, possiamo creare una forma tutta nuova, con altre persone che come noi ricercano qualcosa di nuovo.

E quello che ci sfugge è che quando abbiamo il coraggio di lasciare il castello, la struttura su cui si ergeva la piramide inizia ad essere un pò più debole. E quando saranno più persone a lasciare la piramide, allora la struttura crollerà, come un castello di carte. Perché quello che ancora ci sfugge è che coloro che stanno sotto, non solo sono schiacciati da chi sta sopra, ma sono anche coloro che sostengono la struttura stessa. Il collante che la tiene insieme come abbiamo visto è la paura, che aumenta a dismisura con la separazione.

Tutti noi abbiamo paura di perdere qualcosa se usciamo dalla piramide. Ma cosa perdiamo davvero? Pensaci bene. Credi davvero di avere delle sicurezze? Forse perderemo l’illusione di felicità e del quieto vivere, perché l’animo umano non potrà mai stancarsi di ricercare la verità. Mai. Perché è proprio per questo che siamo qui. Non ci sono ricchezze, cibi prelibati, serie tv strepitose che placheranno questa pulsione che ci spinge verso l’unione e la verità.

Hai paura dell’ignoto che verrà se lasciamo andare le nostre sbiadite certezze? Ce l’ho anche io. Ma sento il cuore che batte e che mi indica la via e non posso più spegnere quella luce, è troppo forte. E se anche tu hai paura, allora ci terremo per mano e ci aiuteremo a vicenda, magari a creare qualcosa di migliore. Ciò che posso dirti finora è che ogni volta che ho trovato il coraggio di lasciare andare qualcosa di conosciuto per qualcosa di ignoto, si sono aperte di fronte a me strade di incredibile bellezza. E la paura sai cosa ha fatto? È caduta, come un velo. E la verità è riuscita a splendere un pò più forte nel mio cuore. 

Queste sono le parole di Valerie nel film V per Vendetta: “È la mia integrità ad essere importante. È così egoista? Si vende per così poco, eppure è tutto ciò che abbiamo in questo mondo. È l’ultima briciola di noi. Così piccola e così fragile, ma è l’unica cosa per cui vale davvero la pena vivere. Non dovremmo mai perderla, o venderla o darla via. Perché è solo in quella briciola che siamo liberi”. (Rileggila di nuovo). 

Integrità, vuol dire essere integri, sentirsi completi. Ritornare in connessione con quella verità che batte nel nostro cuore.  

E come lo facciamo? Un passo alla volta, partendo da noi, partendo da dentro. Ci liberiamo dei condizionamenti. Non è sempre facile, ma è possibile se lo vuoi davvero. 

Spegni la tv, entra in te. Fai qualcosa che nutre la tua anima. Inizia a fare meditazione e pratiche che ti connettono più a quella parte vera e tangibile che è dentro di te. 

Giorno dopo giorno, la luce della verità inizierà a brillare sempre un pò più forte. E non dimenticarti che non sei solə su questo cammino. Io sono qui con te, e come me molti altri. 

Sei con me? Lasciami un tuo pensiero, ti leggo volentieri. 

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